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Calcolo spese notarili acquisto secondo casa: i costi del notaio

Non tutti possono usufruire delle agevolazioni concesse dallo Stato a chi acquista la propria prima casa. Per tale ragione, è importante conoscere anche come vengono calcolate le spese notarili relative all'acquisto di una seconda casa. Chiaramente, l'accezione "seconda casa" è generica. Le tasse da pagare, infatti, non cambiano per tutti gli immobili successivi al primo di cui un soggetto è proprietario. Anzi, a voler essere più precisi, lo Stato non distingue, sul fronte delle agevolazioni fiscali, tra prima e seconda casa. Infatti, chi non può accedere ai benefici relativi alla prima casa semplicemente pagherà le imposte in misura ordinaria.


Del resto, è facilmente comprensibile e intuibile la ratio di questa norma. Lo Stato, infatti, tende a concedere le agevolazioni esclusivamente a chi sta acquistando la propria prima casa, a patto che si tratti di un immobile non di lusso. L'obiettivo, in definitiva, è quello di evitare che possano accedere ai benefici fiscali persone abbienti. In tal senso, lo Stato dà per scontato che chi acquista un edificio lussuoso o chi è proprietario di più di un immobile abbia un patrimonio o una disponibilità economica tale da non essere considerato meritevole di agevolazioni sotto l'aspetto fiscale.


In questo articolo andremo, dunque, a descrivere quali sono le spese notarili per l'acquisto della seconda casa.


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Quali sono le spese per l'acquisto della seconda casa?


In genere, è il notaio a definire l'ammontare delle spese da sostenere per l'acquisto della seconda casa. Ciò in quanto le tasse sulle compravendite immobiliari vengono pagate direttamente al notaio in sede di rogito notarile. Del resto, i notai in Italia sono sostituti d'imposta, dunque riscuotono le tasse legate alle operazioni immobiliari direttamente dal cittadino. Chiaramente, il compito del notaio non finisce qui. Questi dovrà provvedere a pagare le imposte allo Stato, nei termini stabiliti dalla legge.


Andiamo, ora, a vedere quali sono le tasse da pagare sull'acquisto della seconda casa. In primo luogo, il notaio dovrà informarsi sul soggetto che effettua la vendita dell'immobile. Le tasse, infatti, cambiano a seconda che a vendere l'immobile sia un privato piuttosto che un'impresa di costruzione.


Ipotizziamo che a vendere l'immobile sia un privato. In questo caso, l'acquirente dovrà pagare un imposta di registro pari al 9% del valore catastale dell'immobile (per le prime case tale imposta è pari al 2%). Non ci sono differenze, invece, per quanto concerne l'imposta ipotecaria e l'imposta catastale, ognuno delle quali pari a 50 euro.


Se, invece, la vendita viene effettuata da un'impresa o da una ditta di costruzione, l'acquirente dovrà versare l'imposta sul valore aggiunto (IVA) che sarà pari al 10% del prezzo d'acquisto (4% per le prime case). Qualora l'immobile acquistato rientri tra gli edifici di lusso, l'IVA passerebbe al 22%. Ricordiamo che, affinché un immobile possa essere considerato lussuoso, bisognerà conoscere la categoria catastale. Gli immobili di lusso sono quelli con categoria catastale A/1, A/8 oppure A/9.


Ecco alcuni esempi pratici che aiuteranno a comprendere come vengono calcolate le tasse sull'acquisto di una seconda casa. Consideriamo che per l'immobile in questione sia stato stabilito un prezzo pari a 200.000 euro. Se a vendere è un privato, l'imposta di registro va calcolata sul valore catastale che, ipotizziamo, risulti pari a 150.000 euro. In questo caso, l'acquirente dovrà pagare 13.600 euro di imposte, così suddivise:


  • 13.500 euro per l'imposta di registro;
  • 50 euro per l'imposta catastale;
  • 50 euro per l'imposta ipotecaria.


Sullo stesso immobile, per una prima casa, le tasse sarebbero pari a 3.100 euro, con un risparmio pari a 10.500 euro.


Se l'immobile, non di lusso, viene acquistato da un'impresa di costruzione, l'acquirente dovrà pagare 20.600 euro. Le spese sono così suddivise:


  • 20.000 euro per l'IVA;
  • Imposta di registro pari a 200 euro;
  • Imposta ipotecaria pari a 200 euro;
  • Imposta catastale pari a 200 euro.


Se l'immobile rientra tra quelli considerati di lusso (categoria A/1, A/8, A/9), l'IVA sale al 22%. L'acquirente, in questo caso, dovrebbe pagare ben 44.600 euro di imposte, così ripartite:


  • 44.000 euro per l'IVA;
  • Imposta di registro pari a 200 euro;
  • Imposta ipotecaria pari a 200 euro;
  • Imposta catastale pari a 200 euro.


Quali sono le spese del notaio sulle seconde case?


L'onorario del notaio non può essere stabilito a priori. Il motivo è molto semplice: i notai non sono vincolati al rispetto di un tariffario e, dunque, sono liberi di richiedere il compenso ritenuto più adeguato alla tipologia di lavoro da svolgere. Non possiamo, pertanto, stabilire con certezza se, dinanzi ad un atto notarile di compravendita di una seconda casa, il notaio possa proporre una parcella maggiore rispetto ad una prima casa. 


Del resto, bisogna considerare che il notaio potrebbe calcolare l'onorario anche in percentuale rispetto al prezzo concordato tra le parti per la compravendita. Per provare a risparmiare qualcosa, è consigliabile chiedere un preventivo notarile a più di un notaio. Questa soluzione permetterebbe, infatti, di confrontare diversi preventivi e di scegliere eventualmente il notaio più economico.


Se hai bisogno di un notaio a cui affidare l'atto per l'acquisto della tua seconda casa puoi inviare una richiesta su Prezzinotaio.it specificando provincia e tipologia di atto. Riceverai gratuitamente e senza alcun impegno uno o più preventivi di notai della tua città.

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