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Compravendita immobiliare: chi paga il notaio? Chi compra o chi vende?

Salvo differenti accordi, in una compravendita immobiliare è chi compra ad occuparsi delle spese notarili, non chi vende. Nulla vieta che le parti possano, in tal senso, accordarsi in maniera alternativa ma la prassi vuole che sia l'acquirente a pagare il notaio. Del resto, bisogna partire dalla considerazione che nelle spese notarili rientrano anche le imposte. Solitamente, il notaio propone un preventivo che tiene conto sia delle tasse sia dell'onorario. Si tratta di spese che sono a carico di chi acquista l'immobile e che il notaio deve calcolare prendendo in considerazione diversi fattori, come ad esempio:


  • Numero di immobili già posseduti dall'acquirente;
  • Tipologia di venditore;
  • Categoria catastale dell'immobile.


Queste informazioni sono fondamentali per comprendere se l'acquirente possa avere diritto alle agevolazioni sulla prima casa. I benefici possono essere concessi a chi sta acquistando la prima casa, a patto che l'immobile oggetto di compravendita non rientri tra gli edifici di lusso.


La tipologia di venditore non è un requisito da possedere ai fini dell'accesso alle agevolazioni ma il notaio deve necessariamente conoscere questa informazione perché l'importo delle tasse potrebbe variare a seconda che la vendita venga effettuata da un privato piuttosto che da un'impresa di costruzione esente da IVA o da una ditta di costruzione che deve applicare l'IVA sulla vendita.


Facciamo un esempio per cercare di comprendere quali sono e a quanto ammontano le tasse per chi acquista una prima casa. L'imposta di registro, se a vendere è un privato, è pari al 2% sul valore catastale dell'immobile, a cui si aggiungono l'imposta ipotecaria, pari a 50 euro, e l'imposta catastale, sempre pari a 50 euro. Quando la vendita viene effettuata da un'impresa di costruzione soggetta ad IVA, chi acquista dovrà versare l'imposta sul valore aggiunto del 4%, calcolata sul prezzo di cessione, oltre ad imposta di registro, imposta ipotecaria e imposta catastale, ognuna pari a 200 euro.


È necessario pagare al notaio non solo l'onorario ma anche le tasse, a causa del fatto che i notai sono dei sostituti d'imposta e, dunque, possono anzi devono riscuotere dai cittadini le tasse legate ad ogni atto. Spetterà poi al notaio stesso, nel rispetto delle tempistiche stabilite dalla legge, procedere al pagamento delle imposte all'Erario.


Chiaramente, poiché generalmente è chi compra a pagare il notaio, spetta allo stesso acquirente individuare il professionista a cui affidare il rogito notarile. Poiché è nell'interesse di chi compra individuare un notaio economico, potrebbe essere utile confrontare vari preventivi prima di prendere una decisione. Va precisato che il notaio può stabilire liberamente il proprio onorario, anche in ragione del fatto che non esistono più i tariffari notarili.


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Come viene pagato il notaio?


In genere, è il notaio, o chi per esso, ad indicare le modalità di pagamento della parcella. Generalmente, si preferisce optare per uno dei seguenti metodi di pagamento:


  • Assegno circolare;
  • Assegno bancario;
  • Bonifico bancario;
  • Contanti;
  • Carta di credito.


L'assegno circolare è uno degli strumenti di pagamento più sicuri, in quanto emesso direttamente dalla banca e garantito per l'importo indicato. Il notaio di solito preferisce questa modalità per ridurre il rischio legato ad una mancata copertura degli importi.


L'assegno bancario è un metodo di pagamento meno sicuro rispetto all'assegno circolare, perché legato alla disponibilità di fondi sul conto del pagatore. Alcuni notai potrebbero accettarlo solo previo accordo e dopo aver verificato la solvibilità del cliente.


Il bonifico bancario è un metodo tracciabile e sicuro ma, per avere la certezza assoluta dell'avvenuto accredito, potrebbe essere necessario perfezionare alcuni giorni prima rispetto alla data dell'appuntamento presso lo studio del notaio. Oggi, però, molte banche offrono un servizio aggiuntivo, vale a dire il bonifico istantaneo, il quale consente l'immediato accredito delle somme sul conto corrente del beneficiario. In alternativa, il cliente potrebbe utilizzare il bonifico tradizionale e fornire al notaio la distinta del pagamento.


I pagamenti in contanti possono essere accettati solo entro i limiti di legge. Attualmente, la normativa italiana prevede soglie massime per i pagamenti in contanti pari a 4.999 euro. Bisogna, dunque, verificare innanzitutto se il notaio sia disposto ad accettare questo metodo di pagamento e poi se la cifra da versare sia maggiore o minore rispetto a questa soglia. Oggigiorno, comunque, i pagamenti in contanti sono sempre meno frequenti.


Non tutti gli studi notarili accettano il pagamento con carta di credito, specialmente per importi elevati. È sempre opportuno verificare in anticipo se il notaio scelto dall'acquirente offra questa opzione. Affinché questa forma di pagamento possa essere utilizzabile, è indispensabile che lo studio sia dotato di un POS, cioè di un terminale che accetta l'inserimento di una carta di credito. Anche il cliente dovrebbe accertarsi, soprattutto in caso di importi alti, se vi sono limitazioni rispetto alla cifra massima che è possibile pagare attraverso una singola transazione o se vi sono delle soglie mensili di spesa da non oltrepassare.


Quando viene pagato il notaio?


Nel momento in cui viene stabilita la data del rogito, il notaio stesso presumibilmente indicherà modalità e tempistiche del pagamento. Il pubblico ufficiale potrebbe chiedere al cliente di pagare l'onorario e le tasse già prima dell'atto oppure contestualmente allo stesso. Ovviamente, il cliente ha il diritto di chiedere al professionista la fattura per l'importo pagato, in maniera tale da poter comprendere anche qual è l'importo associato alle tasse e qual è il compenso del notaio.

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