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APE per compravendita: qual è il ruolo del notaio?

Uno dei documenti che è necessario esibire quando si acquista un immobile è l'APE, acronimo di Attestato di Prestazione Energetica. Si tratta di un documento che viene redatto sulla base dei consumi energetici dell'edificio. La scala di valutazione si compone di dieci classi energetiche: la più bassa è la G, la più alta è la A1. Per quanto riguarda la classe A è necessario distinguere tra le classi A1, A2, A3 e A4. Sono diversi i fattori da analizzare al fine di stabilire la classe energetica, come ad esempio la tipologia di infissi, la produzione di acqua calda etc.


Si tratta di un documento molto importante nell'ambito delle compravendite immobiliari e che, pertanto, viene allegato anche all'atto notarile. In caso di certificato di nuova produzione, potrebbe essere lo stesso tecnico abilitato al rilascio dell'attestato di prestazione energetica a consegnare al notaio una copia dell'APE, eventualmente anche in formato digitale. In questo articolo cercheremo di comprendere se il notaio è sempre obbligato a richiedere l'APE nell'ambito della compravendita di un immobile.


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In quali casi serve l'APE?


Oltre che nelle compravendite immobiliari, l'attestato di prestazione energetica serve anche in altri casi, come ad esempio le donazioni. Se, dunque, s'intende donare un immobile ad un altro soggetto, nell'atto notarile di donazione sarà necessario inserire anche l'APE. Lo stesso discorso vale anche per gli affitti. Chiaramente, in presenza di un contratto di locazione, non è necessario effettuare un atto notarile in quanto non si verifica un trasferimento di proprietà. Infine, l'Attestato di Prestazione Energetica è richiesto ogni volta che si effettuano dei lavori di ristrutturazione, al termine dei quali la classe energetica varia.


In linea generale, l'APE ha una durata di dieci anni ma va sempre prodotto un nuovo documento a seguito di lavori di ristrutturazione che causano una modifica della classe energetica. Questo vuol dire che non è necessario produrre un nuovo attestato ogni volta che si procede con l'acquisto/vendita di un immobile, a patto che il certificato non sia ancora scaduto e che non siano stati effettuati lavori tali da modificare la classe energetica dell'edificio.


In sostanza, ogni volta che si acquista un immobile, l'acquirente deve essere messo al corrente, già in fase di trattativa, dell'attestato di prestazione energetica dell'edificio. Per fare un esempio, se si viene a conoscenza di un edificio in vendita attraverso un portale immobiliare, all'interno dell'annuncio deve necessariamente essere indicata la classe energetica dell'edificio.


Cosa accade se l'APE non viene allegato all'atto?


Qualora all'atto notarile di compravendita non venisse allegato l'attestato di prestazione energetica, l'operazione immobiliare non verrebbe annullata. Si rischierebbe, però, di incorrere in sanzioni amministrative di un importo che varia dai 3.000 € ai 18.000 €. Dunque, conviene sempre informarsi in anticipo rispetto a questo importante documento. In questo contesto, anche il notaio può svolgere un ruolo importante. Nel corso della consulenza notarile, infatti, il pubblico ufficiale indicherà alle parti la documentazione da produrre ai fini del rogito notarile, tra cui figura senz'altro anche l'APE.


Quanto costa l'Attestato di Prestazione Energetica?


L'Attestato di Prestazione Energetica ha un costo che può variare anche in base al luogo in cui si trova l'immobile, oltre alla tipologia di tecnico che si occuperà della redazione dell'APE. Ricordiamo, infatti, che l'APE può essere redatto esclusivamente da un certificatore energetico abilitato, come ad esempio un ingegnere, un geometra, un architetto etc. In media, il costo può variare tra 100 € e 300 €


Ci sono casi in cui l'APE non è obbligatorio?


Ci sono tipologie di edifici per i quali non è necessario produrre l'attestato di prestazione energetica. È il caso, ad esempio, degli edifici rurali o agricoli, a condizione che non siano dotati di impianti di climatizzazione. Stesso discorso per gli edifici industriali, i cui ambienti sono solitamente riscaldati soltanto per esigenze di carattere produttivo.


Un discorso a parte riguarda gli immobili di nuova costruzione. In linea generale, quando si acquista una casa costruita ex novo, viene già indicata dal costruttore la classe energetica che l'edificio avrà una volta terminati i lavori. In questi casi, si procede con la sottoscrizione di un contratto preliminare, solitamente attraverso un vero e proprio atto notarile o tramite una scrittura privata autenticata. È ovvio che, nel preliminare, non sarà possibile inserire l'attestato di prestazione energetica, poiché tale certificato potrà essere redatto solo dopo che i lavori si saranno conclusi.


Pertanto, una volta completata la costruzione dell'immobile, spetterà al costruttore procurarsi l'attestato di prestazione energetica, interfacciandosi con un tecnico abilitato. Una volta che il documento sarà pronto, sarà sempre il costruttore a fornire la documentazione all'acquirente. Qualora l'acquisto della nuova costruzione avvenga attraverso un intermediario, sarà presumibilmente l'agenzia immobiliare ad interessarsi della faccenda e a fornire riscontri all'acquirente.


Chiaramente, nel momento in cui tutto sarà pronto per procedere con la stipula del rogito notarile, il notaio incaricato avrà comunque bisogno di allegare all'atto l'APE. Pertanto, già prima del rogito, al pubblico ufficiale andrà fornito da chi di competenza l'attestato di prestazione energetica dell'edificio di nuova costruzione.

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