Il testamento olografo è una tipologia di testamento molto diffusa in Italia, anche se non esente da rischi. Si tratta, infatti, di una tipologia di testamento in cui non viene coinvolta, quantomeno nella fase di redazione e conservazione, una figura importantissima come il notaio. Di fatto, è il testatore stesso ad occuparsi sia della stesura del testamento sia della sua custodia. Si tratta di una forma di testamento che il nostro ordinamento ammette ma che presenta delle criticità. Spesso, infatti, ci si chiede:
Prosegui nella lettura per conoscere le risposte a queste domande.
Questa è una domanda più che legittima, soprattutto se paragoniamo il testamento olografo alle altre tipologie di testamenti. Sia nel testamento pubblico che in quello segreto la garanzia che il documento verrà pubblicato è data dal notaio. Nel testamento pubblico il notaio si occupa sia della redazione che della conservazione del documento. Nel testamento segreto, invece, il notaio è incaricato esclusivamente della custodia del documento.
Viene, dunque, da chiedersi a chi spetterà pubblicare il testamento olografo? Affinché questo testamento possa essere pubblicato, è necessario che qualcuno sia al corrente della presenza di questo documento. Dunque, chi intende scrivere un testamento olografo dovrà darne notizia ad una persona di fiducia che potrebbe anche non far parte degli eredi.
Sul punto l'articolo 620 del Codice Civile è piuttosto chiaro. Chiunque sia in possesso di un testamento è obbligato a consegnarlo ad un notaio non appena si viene a conoscenza della morte del testatore. In questo modo, sarà il notaio stesso ad occuparsi della pubblicazione del testamento.
Ricordiamo che il testamento olografo, affinché sia valido, deve essere scritto interamente a mano dal testatore. Sul testamento andrà apposta sia la data che la firma del testatore. Il documento andrà consegnato al notaio nella stessa forma in cui è stato redatto dal testatore, senza alcuna modifica o manomissione. Il notaio avrà il compito di redigere il verbale di apertura del testamento, alla presenza sia del soggetto che ha consegnato il testamento sia di due testimoni.
All'interno dell'atto il notaio dovrà riportare le disposizioni testamentarie del defunto. Al verbale andrà allegata la versione originale del testamento olografo nonché il certificato o estratto di morte del testatore. Sarà poi cura, sempre del notaio, provvedere all'iscrizione del testamento nel Registro Generale dei Testamenti presso la sede dell'Archivio Notarile territorialmente competente.
Uno o più eredi potrebbero decidere, per varie ragioni, di impugnare il testamento olografo. Una delle ragioni per cui, spesso, si prende questa decisione è la lesione della quota di legittima. Chi redige un testamento dovrebbe essere al corrente del fatto di non poter decidere al 100% rispetto ai soggetti a cui destinare i propri beni. La legge, infatti, riconosce una porzione minima di eredità al coniuge e ai figli, se presenti. Chiaramente, molto dipende dalla composizione del nucleo familiare del testatore, al decesso di quest'ultimo.
Se, ad esempio, un erede legittimo viene escluso dall'eredità o riceve di meno rispetto a quanto gli spetterebbe, potrebbe decidere di rivolgersi ad un Tribunale per impugnare il testamento. In questo modo, verrà chiesto ad un giudice di esprimersi sulla questione. Questo vuol dire che il testamento, anche se non rispetta le quote di legittima, potrebbe essere ugualmente pubblicato e cominciare a produrre i suoi effetti. Spetterà agli eredi lesi attivarsi affinché possa essere ripristinata una corretta spartizione dell'eredità.
Non è questa, però, l'unica fattispecie da considerare. Il testamento potrebbe essere impugnato anche nel caso in cui si ritiene che il documento sia stato, ad esempio, sottoscritto da un soggetto differente rispetto al testatore. Non cambia, però, la procedura da seguire. Anche in questo caso bisognerà rivolgersi all'autorità giudiziaria, la quale dovrà accertare la falsificazione della grafia del testatore e rendere, di conseguenza, il testamento nullo.
È possibile procedere con l'impugnazione del testamento olografo anche quando sul documento non è stata apposta alcuna firma oppure quando lo stesso è stato redatto con mezzi meccanici o quando è stato scritto da un'altra persona. Occhio anche alla data, la quale deve riportare giorno, mese e anno in cui è stato scritto il testamento. Se la data non è presente o è illeggibile, il testamento può essere contestato. L'apposizione della data nella forma corretta è fondamentale, in quanto il testatore potrebbe scrivere anche più testamenti. Se esistono più testamenti, fa fede sempre quello che il testatore ha scritto per ultimo e che, dunque, risulterà il più vicino temporalmente alla sua morte.
Anche se non sempre è facile provarlo, un testamento olografo potrebbe essere impugnato se si accerta che il testatore, al momento della redazione del documento, non era in grado di intendere e di volere. L'impugnazione può essere effettuata, inoltre, quando si ritiene che il testatore abbia scritto il testamento per errore, dolo o sotto minaccia.
Chiaramente, ci sono dei termini da rispettare affinché l'impugnazione sia ammissibile. In caso di impugnazione legata alla lesione della legittima, i soggetti lesi hanno dieci anni di tempo dall'apertura della successione per esercitare quella che, in termini giuridici, viene definita azione di riduzione. Quando si vuole far dichiarare un testamento nullo, ad esempio perché sullo stesso non è stata apposta la data, non ci sono dei termini di prescrizione da rispettare.
Di contro, qualora vengano riscontrati vizi meno gravi, come la redazione del testamento per errore, dolo o violenza, l'impugnazione può essere effettuata entro i cinque anni, calcolati a partire non dall'apertura della successione ma dalla data in cui si viene a conoscenza del vizio.
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