La legge offre la possibilità di accettare l'eredità con beneficio d'inventario. Questa soluzione permette, di fatto, all'erede di tenere separato il proprio patrimonio rispetto a quello del soggetto della cui eredità si parla. Quando l'eredità viene accettata senza beneficio d'inventario, l'erede risponde di eventuali debiti anche con il suo patrimonio personale.
Al contrario, l'accettazione con beneficio d'inventario pone l'erede nella posizione di rispondere dei debiti del defunto entro e non oltre il valore dell'eredità. Per fare un esempio, se un padre ha lasciato ad un figlio beni per un valore di 300.000 euro e debiti per un valore di 400.000 euro, accettando l'eredità con beneficio d'inventario, l'erede risponderà nei limiti del valore della sua quota di eredità, dunque entro e non oltre i 300.000 euro. Il suo patrimonio personale non verrà in alcun modo intaccato.
Bisogna, però, sapere che nel momento in cui si accetta l'eredità attraverso questa modalità è necessario compiere alcuni importanti adempimenti. Tra questi figura la formazione dell'inventario dei beni del defunto.
Per richiedere la formazione dell'inventario è necessario presentare un ricorso presso il Tribunale del luogo di apertura della successione o del luogo dell'ultimo domicilio del defunto. Il Tribunale, a sua volta, dovrà dare incarico, ai fini dell'esecuzione dell'inventario, ad un cancelliere oppure ad un notaio. Il chiamato all'eredità potrebbe anche rivolgersi ad un notaio di sua preferenza.
Prima di procedere con la realizzazione dell'inventario, il cancelliere o il notaio dovranno convocare tutti i chiamati all'eredità, stabilendo data, luogo e ora in cui verrà avviata la procedura.
Nell'inventario devono essere inseriti tutti gli immobili di cui il defunto era proprietario o titolare di diritti reali. In particolare, ai fini di un'identificazione univoca degli immobili, è necessario indicare per ogni edificio gli estremi catastali.
Inoltre, vanno indicati i beni mobili, a partire dagli arredi ubicati presso l'ultimo domicilio del defunto. Lo stesso discorso vale anche per i beni mobili registrati a nome del defunto, come ad esempio automobili.
Se il defunto era in possesso di oggetti d'oro o d'argento, bisognerà indicare per ognuno di essi il peso e il marchio.
Occhio anche al denaro contante. Qualora presso l'ultimo domicilio del defunto risulti presente del denaro contante, sarà necessario inserire nell'inventario il valore e la valuta di riferimento.
È probabile che il defunto fosse anche titolare di uno o più conti correnti. Ebbene, è necessario riportare il saldo di ogni conto, aggiornato alla data di decesso del de cuius cioè del soggetto della cui eredità si parla.
Nell'inventario deve, inoltre, essere incluso il controvalore di tutti i titoli e degli asset finanziari di cui il defunto era titolare.
Non solo. Non è da escludere che il defunto avesse delle quote di partecipazione all'interno di società di capitali, che fosse socio di una società di persone o titolare di una ditta individuale. In casi del genere, infatti, con il supporto di un commercialista si procederà a stimare il valore della quota sociale del defunto al momento della sua morte.
In base alla tipologia di bene da includere nell'inventario potrebbero chiaramente variare anche i documenti da fornire.
Fino ad ora abbiamo parlato delle attività ma l'inventario ereditario deve necessariamente includere anche le passività del defunto, come ad esempio l'importo residuo di finanziamenti ancora in corso (prestiti, mutui etc.).
Qualora il notaio o il cancelliere non siano in grado di stabilire il valore in parte o in toto dei beni ereditari, essi potranno avvalersi di un perito stimatore.
Il costo della realizzazione dell'inventario per l'eredità può cambiare in base alla procedura che viene scelta. Se l'inventario viene effettuato dal cancelliere del Tribunale in cui si è aperta la successione, bisognerà pagare 98,00 € di contributo unificato, 27,00 € di anticipazione forfettaria mentre ammonta a 200,00 € la tassa di registrazione dell'inventario. La tassa di registrazione andrà pagata dopo che il cancelliere avrà provveduto a depositare il verbale d'inventario.
Non è possibile stimare il costo della liquidazione e del compenso del cancelliere per le ore di lavoro svolte e le spese sostenute. Qualora sia previsto l'intervento di un perito estimatore bisognerà provvedere anche alla liquidazione del suo compenso.
Se, invece, la realizzazione dell'inventario viene affidata al notaio la gestione dei costi avviene secondo dinamiche differenti. Ciò in quanto il notaio, essendo un sostituto d'imposta, è abilitato a riscuotere le tasse per conto dei cittadini. Di conseguenza, il notaio tenderà a proporre un preventivo che comprende sia l'onorario sia le diverse tasse da pagare per l'inventario. Orientativamente, il costo complessivo si aggirerà intorno ai 2.000 € - 2.500 €.
Qualora si decida di rivolgersi ad un notaio, potrebbe essere conveniente richiedere dei preventivi anche a diversi professionisti. La fase di consulenza è, comunque, molto importante anche ai fini dell'elaborazione del preventivo. Il notaio, infatti, dovrà accertarsi della complessità del patrimonio del defunto. Se, ad esempio, il patrimonio è composto da molti beni, per giunta di diverso genere, potrebbero essere necessarie anche più sedute prima di arrivare alla realizzazione definitiva dell'inventario. Se hai bisogno di un notaio e non sai a chi rivolgerti, puoi inviare una richiesta su Prezzinotaio.it. Ti metteremo in contatto velocemente con uno o più notai della tua città.
Ci sono dei tempi precisi da rispettare ai fini della formazione dell'inventario del defunto. La variabile principale è la disponibilità o meno da parte del chiamato all'eredità dei beni ereditari. Se il chiamato è già entrato in possesso dei beni ereditari, come ad esempio un immobile, bisognerà procedere con l'inventario, a pena di decadenza, entro tre mesi dall'apertura della successione, prorogabili per altri tre mesi dal Tribunale del luogo in cui è stata aperta la successione.
Se, invece, il chiamato all'eredità non è entrato in possesso dei beni ereditari, la dichiarazione di accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario si prescrive entro dieci anni dalla data di apertura della successione.
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