Quando si parla di donazioni effettuate in vita si pensa quasi sempre agli immobili. Sappiamo bene che, quando viene donato un immobile, è necessaria la redazione da parte del notaio di un atto notarile di donazione, alla presenza di donante, donatario e due testimoni. Ci sono circostanze in cui oggetto di donazione non sono beni immobili bensì denaro. Come ci si comporta in questi casi? Qual è la procedura corretta da seguire?
Chiaramente, è fondamentale conoscere o consultare il Codice Civile per saperne di più sull'argomento. In tal senso, un primo importante riferimento lo si trova all'articolo 783 del Codice Civile, il quale stabilisce che una donazione di modico valore e che riguarda beni mobili può essere considerata valida anche in assenza di un atto pubblico e, dunque, senza notaio. Affinché ciò sia possibile, però, è necessario che si sia verificata la consegna materiale del bene donato. Dunque, in sostanza se la donazione non è di modico valore bisogna necessariamente recarsi da un notaio.
A questo punto viene spontaneo chiedersi quali siano i parametri da utilizzare per stabilire se il valore del bene donato è modico oppure no. In primis, è necessario un confronto tra il valore del bene oggetto di donazione e la situazione economica del donante e del donatario. In sostanza, il criterio da utilizzare è il seguente: se una donazione non impoverisce eccessivamente il donante e, allo stesso tempo, non arricchisce eccessivamente il donatario allora è possibile fare a meno del notaio.
Se la donazione di denaro è di modico valore, donante e donatario possono stabilire liberamente le modalità di consegna del bene. Potrebbe essere sufficiente anche una semplice stretta di mano tra le parti. In alternativa, nulla vieta che possa essere utilizzata una scrittura privata. In ogni caso, la donazione acquista efficacia sempre a partire dal momento in cui il bene viene consegnato altrimenti la stessa è considerata nulla.
No, quando viene donato denaro di modico valore non è necessario pagare l'imposta sulle donazioni. In tal senso, comunque, è importante sapere che, in materia di tasse sulle donazioni, lo Stato ha stabilito aliquote e franchigie differenti anche in base al rapporto di parentela che vige tra donante e donatario. Per le donazioni effettuate in favore del coniuge o dei parenti in linea retta, l'aliquota è pari al 4% ma viene pagata solo per l'importo che eccede la franchigia di 1 milione di euro. Questo vuol dire che se, ad esempio, un genitore dona ad un figlio 500.000 euro non è necessario pagare alcuna tassa.
Se la donazione viene effettuata in favore di fratelli e sorelle, l'aliquota è del 6% ed è da calcolare solo sul valore che eccede la franchigia di 100mila euro. L'aliquota è sempre del 6% ma non ci sono franchigie in caso di donazioni a vantaggio di altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al terzo grado. In caso di donazioni effettuate in favore di persone con le quali non vige alcun legame di parentela l'aliquota è dell'8% e non vi sono franchigie.
La donazione di denaro, in alcuni casi, è finalizzata a favorire l'acquisto di un bene da parte del donatario. Poniamo il caso che un padre voglia aiutare il proprio figlio ad acquistare un'automobile e che voglia, a tale scopo, effettuare un bonifico di 500 euro. Si parla, a tal proposito, di donazione indiretta. Anche in questo caso non è necessario andare da un notaio.
Se invece il bonifico non viene effettuato per finalità specifiche ma solo per assicurare una somma di denaro al donatario allora si applica nuovamente la regola in base alla quale è possibile donare una cifra di modico valore senza contattare un notaio. Occhio, però, ai limiti della tracciabilità previsti per legge. In base alle attuali normative, se la donazione è superiore a 5.000 euro il denaro può essere trasferito soltanto tramite un bonifico bancario oppure attraverso un assegno non trasferibile.
Se si hanno dubbi su come effettuare in maniera corretta una donazione di denaro conviene chiedere una consulenza ad un avvocato esperto in donazioni oppure ad un notaio. Il parere di un notaio potrebbe essere sicuramente prezioso, in quanto parliamo di un professionista estremamente competente nell'ambito del diritto familiare.
In tal senso, il pubblico ufficiale potrà fornire delucidazioni su come procedere, tenendo conto anche di tutti i rischi e delle possibili conseguenze legate ad una donazione senza notaio. La donazione potrebbe, infatti, essere ritenuta nulla oppure essere lesiva della quota di legittima degli eredi e, dunque, revocata. In entrambi i casi, il donatario potrebbe essere costretto a restituire il bene donato.
Tra l'altro, sempre il notaio potrà effettuare una valutazione sulla presenza o meno del requisito del modico valore, analizzando la situazione patrimoniale sia del donante che del donatario.
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